Tra l'altro, in quanto Presidente del Consiglio illegittimo, ieri in tribuna Monti non doveva esserci, di diritto quel posto spettava al Presidente Silvio, deposto a causa di un golpe ordito dalle forze del male: comunisti, giudici e poteri forti.
lunedì 2 luglio 2012
Mario Monti porta sfiga, meglio Silvio.
Voi pensate se ieri a Kiev ci fosse stato Silvio con la sua verve, Silvio che avrebbe raccontato una barzelletta a Platini, il Principe Felipe e il Presidente Rajoy, se fossi stato Silvio avrei raccontato quella su Rosy Bindi con la bestemmia e poi durante l'intervallo Silvio avrebbe toccato qualche culo e rimorchiato almeno due hostess ucraine in servizio allo stadio e dopo essersele spupazzate nell'intervallo ad una le avrebbe dato un vitalizio di 2500 euro al mese all'altra le avrebbe offerto un posto in Mediaset come giornalista riprendendo la grandiosa idea di Emilio Fede ossia di far dire le previsioni meteorologiche ad una figa ucraina. Altro che Monti che di calcio non capisce un cazzo, e uno che non capisce nulla di calcio non può fare il Presidente del Consiglio, Monti dice che è un tiepido tifoso del Milan, non sa raccontare barzellette e soprattutto è asessuato, in una parola sola è grigio, meglio Silvio.
Tra l'altro, in quanto Presidente del Consiglio illegittimo, ieri in tribuna Monti non doveva esserci, di diritto quel posto spettava al Presidente Silvio, deposto a causa di un golpe ordito dalle forze del male: comunisti, giudici e poteri forti.
A voi la scelta:
Tra l'altro, in quanto Presidente del Consiglio illegittimo, ieri in tribuna Monti non doveva esserci, di diritto quel posto spettava al Presidente Silvio, deposto a causa di un golpe ordito dalle forze del male: comunisti, giudici e poteri forti.
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Il Santo del Giorno-02/07/2012
San Bernardino Realino
Sacerdote S.J.
A 16 anni frequenta l'Accademia di Modena, all’epoca uno dei più illustri centri culturali d’Italia, dove fu fortemente attratto verso gli studi umanistici. Studia, poi, filosofia e medicina all’università di Bologna e, infine, all’età di 26 anni, si laurea in “utruque jure”, cioè sia in Diritto Canonico che Civile.
Suo padre, collaboratore del cardinale Cristoforo Madruzzo che, come vescovo di Trento, è stato il “padrone di casa” del famoso Concilio e uno dei protagonisti, dal 1556 è governatore di Milano per conto del re Filippo II di Spagna.
Sotto la sua protezione, il dotto Bernardino si avvia per la strada dei “pubblici uffici”. Comincia facendo il podestà a Felizzano Monferrato, poi va ad Alessandria come “avvocato fiscale” (una sorta di procuratore della Repubblica).
Dopo altri incarichi in Piemonte, passa al servizio del marchese Francesco Ferdinando d’Avalos, viceré di Sicilia e si trasferisce a Napoli, anch’essa città soggetta alla Spagna col suo regno.
Qui, però, la sua carriera s’interrompe. Bernardino Realino frequenta i Gesuiti, da poco giunti in città, e decide di essere uno di loro, abbandonando codici e carriera. Lo accoglie nel 1564 Alonso Salmeron, uno degli iniziatori della Compagnia di Gesù con Ignazio di Loyola.
Nel 1567 Bernardino è ordinato sacerdote e diventa il maestro dei novizi gesuiti. Sette anni dopo, a Lecce, crea un collegio al quale si dedicherà fino alla morte.
Nello stesso tempo si dedica alla gente di Lecce, ricchi e poveri, istruiti e ignoranti, tutti sbalorditi per la sua irriducibile pazienza nell’occuparsi di situazioni, necessità, miserie, a cui s’ingegna di provvedere con un dinamismo che ha del prodigioso: tant’è che gli si attribuiscono vari miracoli già da vivo.
Padre Bernardino servì la città di Lecce per 42 anni costruendo una chiesa (la Chiesa del Gesù) e un collegio. Nella pratica per la sua beatificazione si legge che fu per Lecce ciò che Filippo Neri fu per Roma.
Il sindaco di Lecce al suo capezzale di morte, chiese a Bernardino di pregare per gli abitanti leccesi e per tutta l'umanità intera ed egli rispose con un filo di voce e ormai allo stremo delle forse: "Signor sì" .
Morì il 2 luglio 1616 a 86 anni. Tutta la cittadinanza lo pianse amaramente.
Bernardino Realino è stato proclamato santo dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958), nel 1947.
Significato del nome Bernardo, Bernardino : “ardito come orso” (tedesco).
Fonti principali : santiebeati.it; gesuiti.it (« RIV.»).
venerdì 29 giugno 2012
ma sticazzi della crisi...
...noi c'avemo SuperMario!!!
e adesso, come dice giustamente il nostro amato Silvio, usciamo dall'Euro, ma di nostra spontanea volonta', mentre i tedeschi sono usciti da Euro 2012 a calci nel sedere...
Forza Italia!!!
(Borghezio, il tipo con il numero 9 fino alla fine dell'europeo e' italiano)
e adesso, come dice giustamente il nostro amato Silvio, usciamo dall'Euro, ma di nostra spontanea volonta', mentre i tedeschi sono usciti da Euro 2012 a calci nel sedere...
Forza Italia!!!
(Borghezio, il tipo con il numero 9 fino alla fine dell'europeo e' italiano)
giovedì 28 giugno 2012
Voglio essere adottato da Tim O'Leary!
I tabloid inglesi hanno rintracciato il tifoso che si è abbassato gli slip durante il tiro dal dischetto con il quale Alessandro Diamanti ha mandato in semifinale l'Italia.
E non sono mancate le sorprese: l'eccentrico supporter si chiama Tim O'Leary, ha 35 anni ed è un ricco uomo d'affari. Curiosamente, l'uomo vive nello stesso lussuoso quartiere di John Terry, in una villa da 7 milioni di euro nel Surrey.
O'Leary, intervistato dal "Sun", ha rivendicato orgogliasamente il proprio gesto: "Ho fatto solo il mio dovere. Volevo assolutamente vedere l'Inghilterra vincere ed ero disposto a qualunque cosa. Ero dall'altra parte dello stadio e quando hanno scelto la porta in cui si sarebbero dovuti tirare i rigori ho fatto una corsa per prendere posizione dietro a Hart. Penso di aver rischiato un attacco cardiaco".
Tutto inutile, però: nonostante la sua inusuale manifestazione di attaccamento alla propria nazionale, la selezione dei 'Tre Leoni' è stata eliminata dall'Europeo.
E non sono mancate le sorprese: l'eccentrico supporter si chiama Tim O'Leary, ha 35 anni ed è un ricco uomo d'affari. Curiosamente, l'uomo vive nello stesso lussuoso quartiere di John Terry, in una villa da 7 milioni di euro nel Surrey.
O'Leary, intervistato dal "Sun", ha rivendicato orgogliasamente il proprio gesto: "Ho fatto solo il mio dovere. Volevo assolutamente vedere l'Inghilterra vincere ed ero disposto a qualunque cosa. Ero dall'altra parte dello stadio e quando hanno scelto la porta in cui si sarebbero dovuti tirare i rigori ho fatto una corsa per prendere posizione dietro a Hart. Penso di aver rischiato un attacco cardiaco".
Tutto inutile, però: nonostante la sua inusuale manifestazione di attaccamento alla propria nazionale, la selezione dei 'Tre Leoni' è stata eliminata dall'Europeo.
Fonte. libero.it
mercoledì 27 giugno 2012
The Godfather of italian Politics: Pierferdinando.
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| Pier effettua il test antidroga in parlamento; un' iniziativa by Giovanardi. |
Sembrerebbe che Casini si imbarchi, in una papabile alleanza nel 2013 con il PD, a tal proposito volevo ricordarvi quanto fatto e detto fino ad oggi dall' U.D.C. (ma esiste ancora?) per noi e per la difesa dei nostri valori:
Buttiglione il filosofo in risposta a Bersani che ha dichiarato un'apertura sulle unioni gay: <<E noi costruiremo una maggioranza per dire no>>.Sempre Buttiglione nel 2004 anno in cui per le sue uscite "omofobe" non fu ammesso a far parte della Commissione Europea. il filosofo in quell'occasione disse degli omosessuali <<Sono dei peccatori>>.Ancora l'ineffabile professor Buttiglione: <<i bambini che non hanno un padre ma solo uan madre sono figli di una madre non molto buona>> e qui il prof si è dovuto tenere, è stato politically correct, quei bambini in realtà sarebbero dei figli di puttana.
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| Rocco Buttiglione |
Nel 2009 il buon Vietti, ora Vicepresidente del C.S.M., se la prese con quell'invertita, e possibile futura alleata, della Concia del PD asserendo, Vietti ovviamente, che paragonò l'omosessualità a << incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo>>.
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| Michele Vietti |
Il 9 febbraio 2009 in Senato Quagliariello del PDL gridò sul caso Englaro <<Non è morta, è stata ammazzata!!!>> l'UDC si schiera ovviamente, e giustamente, contro la legge sul testamento biologico e serra le file a difesa della vita insieme al PDL che si sa, è un partito che della moralità ha fatto una bandiera essendo la casa dei moderati guidata da un moderato doc come Silvio.
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| Gaetano Quagliariello |
Dalle, cosiddette dai comunisti e dal partito di Repubblica, leggi ad personam come quella sul legittimo sospetto , che porta il nome di Cirami che era dell'UDC ed è nato a Raffadali paese natìo di Totò Cuffaro...; Legge Frattini per risolvere il "Conflitto di interessi"; sul Lodo Alfano del 2008, per permettere a Silvio di difendersi, tramite l'immunità, dagli attacchi serrati della magistratura di sinistra e comunista, l'UDC si astenne anche se precedentemente sull'analogo Lodo Schifani, di qualche anno prima, quando erano alleati con Silvio votarono con convinzione e il loro segretario, poi entrato nel partito dei comunisti, Follini la definì "Una Legge giusta e coerente con la Costituzione" .
| Marco Follini |
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| Melchiorre Cirami |
E poi dulcis in fundo la candidatura a Bruxelles del poliedrico showman Emanuele Filiberto, purtroppo non andò bene e perdemmo l'occasione di far sedere nei banchi del Parlamento Europeo una persona che ci avrebbe dato lustro, comunque Emanuele prese 22 mila voti arrivando, fortunatamente però l'UDC elesse il nostro amico Magdi Allam e l'ottimo Luca Volonté.
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| Emanuel Filiberto |
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| Magdi cristiano Allam |
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| Luca Volonté |
Una volta, pace all'anima sua, c'era The Godfather of Soul ossia James Brown oggi abbiamo The Godfather of Italian Politics ossia Pierferdinando Casini.
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Europei 2012: Boateng dice no alla "Culona Inchiavabile", Mario Monti per chi tiferà?
Il calciatore del Milan, di Silvio, Kevin Prince Boateng rifiuta l'invito a bere un tè con la "Culona Inchiavabile", bravo Kevin che poi chissà come andava a finire questo tè...
E poi l'ineffabile Mediaset Tgcom24 on line pone un serio dubbio sull'attuale primo ministro italiano alla vigilia della semifinale dell'Europeo 2012: Monti tiferà Italia o Germania?
Fonte notizia: TgCom24
Il Santo del Giorno-27/06/2012
Il Santo del Giorno con la relativa Catechesi del nostro amatissimo Padre Santo.
San Cirillo di Alessandria
Vescovo e Dottore della Chiesa
(Mercoledì, 3 ottobre 2007)
Cari fratelli e sorelle,
anche oggi, continuando il nostro itinerario che sta seguendo le tracce dei Padri della Chiesa, incontriamo una grande figura: S. Cirillo di Alessandria. Legato alla controversia cristologica che portò al Concilio di Efeso del 431 e ultimo rappresentante di rilievo della tradizione alessandrina, nell’Oriente greco Cirillo fu più tardi definito “custode dell’esattezza” - da intendersi come custode della vera fede - e addirittura “sigillo dei Padri”. Queste antiche espressioni esprimono bene un dato di fatto che è caratteristico di Cirillo, e cioè il costante riferimento del Vescovo di Alessandria agli autori ecclesiastici precedenti (tra questi, soprattutto Atanasio) con lo scopo di mostrare la continuità della propria teologia con la Tradizione. Egli si inserisce volutamente, esplicitamente nella Tradizione della Chiesa, nella quale riconosce la garanzia della continuità con gli Apostoli e con Cristo stesso. Venerato come Santo sia in Oriente che in Occidente, nel 1882 san Cirillo fu proclamato Dottore della Chiesa dal Papa Leone XIII, il quale contemporaneamente attribuì lo stesso titolo anche ad un altro importante esponente della patristica greca, san Cirillo di Gerusalemme. Si rivelavano così l’attenzione e l’amore per le tradizioni cristiane orientali di quel Papa, che in seguito volle proclamare Dottore della Chiesa pure san Giovanni Damasceno, mostrando anche in questo modo la sua convinzione circa l’importanza di quelle tradizioni nell’espressione della dottrina dell’unica Chiesa di Cristo.
Le notizie sulla vita di Cirillo prima della sua elezione all’importante sede di Alessandria sono pochissime. Nipote di Teofilo, che dal 385 come Vescovo resse con mano ferma e grande prestigio la Diocesi alessandrina, Cirillo nacque probabilmente nella stessa metropoli egiziana tra il 370 e il 380. Venne presto avviato alla vita ecclesiastica e ricevette una buona educazione, sia culturale che teologica. Nel 403 era a Costantinopoli al seguito del suo potente zio, e qui partecipò al Sinodo detto della Quercia, che depose il Vescovo della città, Giovanni (detto più tardi Crisostomo), segnando così il trionfo della sede alessandrina su quella, tradizionalmente rivale, di Costantinopoli, dove risiedeva l’imperatore. Alla morte dello zio Teofilo, l’ancora giovane Cirillo nel 412 fu eletto Vescovo dell’influente Chiesa di Alessandria, che governò con grande energia per trentadue anni, mirando sempre ad affermarne il primato in tutto l’Oriente, forte anche dei tradizionali legami con Roma.
Qualche anno dopo, nel 417 o nel 418, il Vescovo di Alessandria si dimostrò realista nel ricomporre la rottura della comunione con Costantinopoli, che era in atto ormai dal 406 in conseguenza della deposizione del Crisostomo. Ma il vecchio contrasto con la sede costantinopolitana si riaccese una decina di anni più tardi, quando nel 428 vi fu eletto Nestorio, un autorevole e severo monaco di formazione antiochena. Il nuovo Vescovo di Costantinopoli, infatti, suscitò presto opposizioni perché nella sua predicazione preferiva per Maria il titolo di “Madre di Cristo” (Christotókos), in luogo di quello - già molto caro alla devozione popolare - di “Madre di Dio” (Theotókos). Motivo di questa scelta del Vescovo Nestorio era la sua adesione alla cristologia di tipo antiocheno che, per salvaguardare l’importanza dell’umanità di Cristo, finiva per affermarne la divisione dalla divinità. E così non era più vera l’unione tra Dio e l’uomo in Cristo e, naturalmente, non si poteva più parlare di “Madre di Dio”.
La reazione di Cirillo - allora massimo esponente della cristologia alessandrina, che intendeva invece sottolineare fortemente l’unità della persona di Cristo - fu quasi immediata, e si dispiegò con ogni mezzo già dal 429, rivolgendosi anche con alcune lettere allo stesso Nestorio. Nella seconda che Cirillo gli indirizzò, nel febbraio del 430, leggiamo una chiara affermazione del dovere dei Pastori di preservare la fede del Popolo di Dio. Questo era il suo criterio, valido peraltro anche oggi: la fede del Popolo di Dio è espressione della Tradizione, è garanzia della sana dottrina. Così scrive a Nestorio: « Bisogna esporre al popolo l’insegnamento e l’interpretazione della fede nel modo più irreprensibile e ricordare che chi scandalizza anche uno solo dei piccoli che credono in Cristo subirà un castigo intollerabile ».
Nella stessa lettera a Nestorio - lettera che più tardi, nel 451, sarebbe stata approvata dal Concilio di Calcedonia, il quarto ecumenico - Cirillo descrive con chiarezza la sua fede cristologica: « Affermiamo così che sono diverse le nature che si sono unite in vera unità, ma da ambedue è risultato un solo Cristo e Figlio, non perché a causa dell’unità sia stata eliminata la differenza delle nature, ma piuttosto perché divinità e umanità, riunite in unione indicibile e inenarrabile, hanno prodotto per noi il solo Signore e Cristo e Figlio ». E questo è importante: realmente la vera umanità e la vera divinità si uniscono in una sola Persona, il Nostro Signore Gesù Cristo. Perciò, continua il Vescovo di Alessandria, « professeremo un solo Cristo e Signore, non nel senso che adoriamo l’uomo insieme col Logos, per non insinuare l’idea della separazione col dire “insieme”, ma nel senso che adoriamo uno solo e lo stesso, perché non è estraneo al Logos il suo corpo, col quale siede anche accanto a suo Padre, non quasi che gli seggano accanto due figli, bensì uno solo unito con la propria carne ».
E presto il Vescovo di Alessandria, grazie ad accorte alleanze, ottenne che Nestorio fosse ripetutamente condannato: da parte della sede romana, quindi con una serie di dodici anatematismi da lui stesso composti e, infine, dal Concilio tenutosi a Efeso nel 431, il terzo ecumenico. L’assemblea, svoltasi con alterne e tumultuose vicende, si concluse con il primo grande trionfo della devozione a Maria e con l’esilio del Vescovo costantinopolitano che non voleva riconoscere alla Vergine il titolo di “Madre di Dio”, a causa di una cristologia sbagliata, che apportava divisione in Cristo stesso. Dopo avere così prevalso sul rivale e sulla sua dottrina, Cirillo seppe però giungere, già nel 433, a una formula teologica di riconciliazione con gli antiocheni. E anche questo è significativo: da una parte c’è la chiarezza della dottrina di fede, ma dall’altra anche la ricerca intensa dell’unità e della riconciliazione. Negli anni seguenti si dedicò in ogni modo a difendere e a chiarire la sua posizione teologica fino alla morte, sopraggiunta il 27 giugno del 444.
Gli scritti di Cirillo - davvero molto numerosi e diffusi con larghezza anche in diverse traduzioni latine e orientali già durante la sua vita, a testimonianza del loro immediato successo - sono di primaria importanza per la storia del cristianesimo. Importanti sono i suoi commenti a molti libri veterotestamentari e del Nuovo Testamento, tra cui l’intero Pentateuco, Isaia, i Salmi e i Vangeli di Luca e di Giovanni. [...]
Per & la Catechesi completa è San Cirillo di Alessandria
Fonte principale : vatican.va (« RIV.»).
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