mercoledì 18 luglio 2012

Marjoe Gortner e i suoi nipotini

La mia più grande frustrazione è quella di non essere stato come loro:




Il loro illustre predecessore Marjoe Gortner colui che nel 1940 fu ordinato come il prete più giovane al mondo. Che culo!!!
 

Il Santo del Giorno-18/07/2012


S. Bruno di Segni
Vescovo



Bruno di Segni (o Brunone), secondo alcuni autori, nacque dal padre Andrea e la madre Willa (Guglielmina) tra il 1040 e 1045 a Solero, un paese a pochi chilometri da Alessandria, che in quel periodo non era ancora stata fondata e quindi apparteneva alla diocesi di Asti.

Trascorsa la fanciullezza sotto la salutare e sapiente guida di monaci Martiniani, fu inviato dai genitori all'Università di Bologna dove, ancor giovane, si laureò. Benché in ambiente non favorevole, si conservò virtuoso e fermo nella fede della prima educazione. Facendosi sempre più sentire la vocazione, desideroso di seguire i consigli del Signore, decise di ritirarsi nel monastero di Montecassino.
Però durante il viaggio, si fermò a Siena dove, per disposizione di Dio, fu trattenuto dal vescovo Rodolfo, che lo nominò canonico di quella cattedrale.

Trasferitosi a Roma, ospite del cardinale Pietro Igneo, per le sue eccelse doti di oratore e studioso di teologia, venne prescelto da S. Gregorio VII (Ildebrando Aldobrandeschi di Soana) per confutare le tesi degli eresiarchi, capeggiati da Berengario di Tours, riguardo all’Eucarestia, durante il Concilio Lateranense nel 1079. Egli portò così bene a termine il suo incarico che il papa lo nominò nel medesimo anno vescovo di Segni (provincia di Roma).

Bruno a Segni si trovò in una difficile situazione : dovette contrastare le pretese del conte di Segni Adolfo sulla diocesi nella lotta tra l'imperatore Enrico IV e S. Gregorio VII (Ildebrando Aldobrandeschi di Soana, 1070-1085). La leggenda narra che il conte imprigionò Bruno che non voleva piegarsi al volere dell'imperatore, ma il vescovo, mentre era in prigionia, mutò per ben tre volte l'acqua in vino, provocando la costernazione del conte che in segno di perdono lo liberò.

Dopo la prigionia, Bruno, stanco e provato, rinunciò alla cattedra di Segni per ritirarsi presso l'Abbazia di Montecassino nel 1099, ma, nel 1104, Pp Pasquale II (Raniero Ranieri, 1099-1118) lo inviava quale legato pontificio in Francia dove diresse il Concilio di Poitiers.
Tornato a Montecassino, nel 1107 ne fu eletto abate. Papa Pasquale II non obbiettò al suo pluralismo fino a che nel conflitto del 1111 Bruno tenne le parti dell'antipapa Maginulfo (Silvestro IV). Per questo Bruno dovette rassegnare le dimissioni da abate di Montecassino e tornare a Segni.

Subito dopo la morte del vescovo, avvenuta il 18 luglio 1123, i cittadini di Segni cominciarono a venerarlo e solamente dopo 58 anni, Pp Lucio III (Ubaldo Allucignoli, 1181-1185), nel primo anno del suo pontificato, ne dichiarava la santità ed ordinava che fosse inscritto nel catalogo dei santi.

S. Bruno fu pure un grande scrittore. I suoi scritti sono principalmente esegetici. Il suo “Libellus de symoniacis”, scritto prima del 1109, è importante per la sua discussione del significato di simonia e specialmente per il suo atteggiamento sui sacramenti somministrati da un prete simoniaco. Inoltre, nonostante i molti incarichi, trovò il tempo per commentare tredici libri della Sacra Bibbia; scrisse la vita di S. Leone IX (Brunone dei Conti di Egisheim-Dagsburg) e di S. Pietro vescovo di Anagni; un trattato sui Sacramenti e un altro sul santo Sacrificio della Messa. Di lui rimangono pure 145 omelie e 6 libri di sentenze.




Fonti principali : wikipendia.com; santiebeati.it (« RIV.»).

martedì 17 luglio 2012

Ecce Homo

Ecce Homo: Mino Raiola


Il Santo del Giorno-17/06/2012


B.B. TERESA di S. Agostino e 15 consorelle, Vergini e martiri
Carmelitane e martiri di Compiègne (F)



Tutte le rivoluzioni hanno avuto vittime spesso innocenti. Anche la “rivoluzione” cristiana ha avuto in Gesù Cristo la sua prima vittima e, nel corso dei secoli, innumerevoli altre vittime che hanno reso testimonianza con la propria vita: sono i martiri. “Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede; il martire è un testimone che arriva fino alla morte. Egli rende testimonianza a Cristo, morto e risorto, al quale è unito dalla carità. Rende testimonianza alla verità della fede e della dottrina cristiana e affronta la morte con un atto di fortezza” (CCC. 2473). La rivoluzione francese si accanì non solo contro le ingiustizie sociali, ma anche contro la religione e il Carmelo non mancò di fornire così i suoi martiri.

La Comunità delle Carmelitane Scalze si era stabilita a Compiègne nel 1641, provenendo dal monastero di Amiens. A sette anni dalla fondazione sorgeva il convento con la chiesa dedicata all’Annunciazione. Il monastero prosperò sempre nel fervore, splendendo per regolare osservanza e per fedeltà allo spirito, godendo dell’affetto e della stima della corte francese. Allo scoppio della Rivoluzione le monache rifiutarono di deporre l’abito monastico e quando i torbidi accennarono ad aumentare, tra il giugno e il settembre 1792, seguendo un’ispirazione avuta dalla priora, Teresa di S. Agostino, tutte si offrirono al Signore in olocausto. L’atto di consacrazione divenne l’offerta quotidiana fino al giorno del martirio, giunto due anni dopo.

Cacciate, dunque, dal monastero il 14 settembre 1792, le Carmelitane continuarono la loro vita di preghiera e penitenza, divise in quattro gruppi in varie parti di Compiègne e unite dall’affetto e dalla corrispondenza, sotto la vigile direzione di Teresa di S. Agostino.
Presto scoperte e denunciate dal comitato rivoluzionario, il 24 giugno 1794 furono catturate e rinchiuse insieme a Sainte Marie, già monastero della Visitazione, trasformato in carcere. Da Compiègne le sedici carmelitane furono trasferite a Parigi: vi giunsero il 13 luglio e immediatamente furono rinchiuse nel terribile carcere della Conciergerie, pieno già di sacerdoti, religiosi ed altre persone destinate alla morte. Esempio a tutti di tranquillità e di serena confidenza in Dio e, insieme, modello di attaccamento totale a Gesù e alla Chiesa, sapevano effondere intorno a sé anche un raggio di gioia.

Con giudizio sommario, le sedici Carmelitane furono condannate a morte dal tribunale rivoluzionario per la loro fedeltà alla vita religiosa. Giunte ai piedi della ghigliottina, dopo aver cantato il “Veni Creator”, una dopo l’altra rinnovarono davanti alla priora la professione religiosa e furono decapitate. Ultima venne uccisa la Madre Teresa di S. Agostino, che aveva preparato le figlie al martirio e che aveva realizzato in maniera meravigliosa quanto ella era solita dire: “L’amore sarà sempre vittorioso. Quando si ama, si può tutto”.
Il martirio, avvenuto il 17 luglio 1794, dimostrava ancora una volta il potere insuperabile dell'amore di Cristo.

Dai documenti esistenti e dalle testimonianze preziose delle tre carmelitane scalze della comunità di Compiegne che sfuggirono al martirio, si ha l'elenco delle sedici martiri con i loro rispettivi nomi di religione, più o meno completi e, tra parentesi, quelli secolari:

Teresa di S. Agostino (Maria Maddalena Claudina Lidoine), priora; 
Suor S. Luigi (Maria Anna Francesca Brideau), sottoprìora; 
Suor Anna Maria di Gesù Crocifisso (Maria Anna Piedcourt); 
Suor Carlotta della Resurrezione (Anna Maria Maddalena Thouret); 
Suor Eufrasia dell'Immacolata Concezione (Maria Claudia Cipriana Brard); 
Suor Enrichetta di Gesù (Maria Francesca de Croissy); 
Suor Teresa del Cuore di Maria (Maria Anna Hanisset); 
Suor Teresa di S. Ignazio (Maria Gabriella Trézel); 
Suor Giulia Luisa di Gesù (Rosa Cristiana de Neuville); 
Suor Maria Eririchetta della Provvidenza (Maria Annetta Pelras); 
Suor Costanza (Maria Genoveffa Meunier), novizia; 
Suor Maria dello Spirito Santo (Angelica Roussel), conversa; 
Suor S. Marta (Maria Dufour), conversa; 
Suor S. Francesco Saverio (Elisabetta Giulietta Vérolot), conversa; 
Suor Caterina Soiron, suora esterna (tourière); 
Suor Teresa Soiron, suora esterna (tourière).

I corpi delle sedici martiri furono gettati in una fossa comune, con altri corpi di condannati, in un posto che divenne poi l'attuale cimitero di Picpus, dove una lapide ricorda il loro martirio. Di esse rimasero alcuni indumenti che le carmelitane scalze stavano lavando alla Conciergerie quando furono portate in giudizio e che, due o tre giorni dopo, vennero dati alle benedettine inglesi di Cambrai, pure incarcerate, ma poi rimesse in libertà; tali indumenti preziosi sono oggi all'abbazia delle benedettine di Staribrook, in Inghilterra. Reliquie preziose sono ancora gli scritti delle martiri : lettere, poesie, biglietti; essi sono riferiti, insieme all'altra documentazione di grande valore, dal p. Bruno di Gesù Maria nella sua opera fondamentale.

Le martiri furono beatificate da S. Pio X (Giuseppe Sarto, 1903-1914) il 13 maggio 1906.
La loro festa è celebrata il 17 luglio dall'Ordine dei Carmelitani Scalzi e dall'Arcidiocesi di Parigi.




Fonti principali : monasterocarpineto.it ; santiebeati.it (« RIV.»).

Che settimana quella scorsa...

La scorsa settimana c'è stato un vuoto a livello di pubblicazioni nel blog, ma i lettori, con la loro consueta sensibilità, capiranno, però è giusto che sappiano il perché di questa nostra assenza
Cercherò di essere il più possibile breve e vi parlerò espressamente solo delle motivazioni della mia assenza ma anche gli altri della redazione hanno avuto le loro buone motivazioni come me e forse anche di più.
Sono successe tante cose, avrete letto i giornali la prima notizia che ha reso necessario il mio intervento di "moral suasion" negli uffici e nei posti dove ci sono le persone che contano, questo mio intervento si è reso necessario per  l'ingiusta vicenda occorsa  all'Onorevole Samuele Piccolo, uno che si è fatto da solo, e un amico di tante battaglie sui valori, ed è andato avanti grazie alla tenacia con cui ha  sostenuto al fianco della gente le battaglie quelle per cui vale la pena battersi ossia la difesa dei nostri valori cattolici. Ecco Piccolo è stato ingiustamente accusato di dei reati associazione a delinquere(???) finalizzata alla frode fiscale e illecito finanziamento pubblico ai partiti (???), ma chiedo, soprattutto a a voi magistrati, che cosa sono questi presunti reati di fronte alla difesa della famiglia naturale, della vita, dei più deboli?
Samuele ne uscirà pulito ma chi pagherà per la sua immagine pubblica e umana offesa in pubblico?


A noi piace ricordarlo così in prima linea:



Dopo questo trambusto a Roma mi è toccato andare a Milano da un'amica: Nicole Minetti.
Mentre quasi tutti la vogliono immolare sull'altare per rifarsi una propria verginità ai danni della nostra igienista dentale preferita nonché consigliera della maggioranza del Celeste; no Nicole tieni duro non dargliela vinta, il tuo prezioso lavoro tra i banchi del Pirellone deve continuare. Questo le ho detto oltre al fatto di non credere ai giornali che dicono falsamente che Silvio avrebbe chiesto la sua testa, Silvio mica è D'Alema e compagni che non esiterebbero in nome del potere e in ossequio agli incancellabili dettami comunisti insiti nel loro dna, di far fuori anche il loro più caro amico, pensate voi ai nemici cosa riservano questi sacerdoti dell'odio e dell'invidia...
Nicole resisti!



In tutto questo andirivieni lungo la penisola ho trovato anche il tempo di andare a Pietrelcina per presiedere a nome del nostro, vostro, blog, al consueto appuntamento atteso da milioni di persone ossia il concerto Una Voce per Padre Pio, giustamente anche quest'anno trasmesso su RaiUno, ho incontrato tanti nuovi e vecchi amici, Al Bano, e amiche, Donna Assunta Almirante che ci ha deliziato parlando del suo rapporto con Padre Pio, tutto condito da della buonissima musica, quella vera: Annalisa Scarone, Ivana Spagna, Albano ecc. ecc.
A Pietrelcina ho incontrato anche il mio Padre Spirituale ossia Padre Froceski che si è ripreso dopo aver subito un brutto infortunio durante una partita di golf a Miami... Benedice e saluta noi della redazione, i collaboratori e i lettori del blog.

lunedì 9 luglio 2012

Iddio colpisce ancora!


Anche Sara Tommasi come Claudia Koll è stata fulminata dalla Fede, Iddio colpisce ancora e Sara, che sembra aver capito di avere il diavolo in corpo, vorrebbe mondarsi dei propri peccati andando in pellegrinaggio a Medjugorje ce lo dice per onore della Verità la rubrica Coffeebreak di libero.it ci segnala la dichiarazione postata sulla bacheca di Facebook della Tommasi stessa: "Bella gente, sto intraprendendo un percorso spirituale col sacerdote Michele Barone, amico intimo di Claudia Koll. Proverò a farmi togliere tutto ciò che di diabolico attualmente c’è in me. E in futuro andrò anche in quel di Medjugorje…roba seria ragazzi, non si scherza".
Belle parole speriamo che Sara ci vada davvero in quel di Medjugorje, le farebbe sicuramente bene a lei come a tutte le starlette scosciate che calcano i palchi della TV e fomentano il peccato.





venerdì 6 luglio 2012

Il santo del Giorno-06/07/2012


Santa Maria Goretti
Vergine e martire
(memoria facoltativa)



Maria (o Marietta, come la chiamavano familiarmente), terzogenita di sette figli, nasce il 16 ottobre 1890 a Corinaldo (AN) da Luigi Goretti ed Assunta Carlini: una famiglia di agricoltori. Il giorno successivo viene battezzata, con i nomi di Maria e Teresa, nella Chiesa di S. Francesco in Corinaldo.
Per esigenze di lavoro, il 12 dicembre 1896, la famiglia Goretti lascia Corinaldo e si trasferisce a Colle Granturco, presso Paliano, alle dipendenze del Senatore Scelsi. Qui conoscono i Serenelli e rimangono in questi luoghi fino al febbraio 1899, quando nuovamente l’intera famiglia Goretti trasloca insieme ai Serenelli. Giunge a Ferriere di Conca, presso Nettuno, per lavorare i campi alle dipendenze del Conte Mazzoleni e dove si stabilisce definitivamente.

Qui avvengono i fatti più dolorosi della vita di Marietta. Il 6 maggio 1900, all’età di 41 anni, muore il papà Luigi per malaria, essendo la zona paludosa. Qui avviene il mortale ferimento per opera di Alessandro Serenelli, un giovane, più grande della piccola Marietta, che si era invaghito di lei e cercava in tutti i modi di indurla al peccato, fino al giorno della brutale violenza del 5 luglio 1902.

La tragedia si consuma in una situazione di grave povertà morale da parte dell’aggressore e di grande dignità spirituale ed etica non solo di Marietta, ma di tutta la famiglia Goretti. Mamma Assunta doveva pensare a portare avanti la famiglia, una volta che il marito era morto ed i bambini avevano bisogno del necessario. 
I problemi incominciano ad essere più grandi proprio in seguito alla morte di Luigi Goretti, il capo-famiglia. Senza la presenza di una persona adulta in casa, la famiglia Goretti era più a rischio. Ma i sani principi morali, la profonda fede che accompagnava l’esperienza di tutti i componenti della famiglia Goretti erano garanzie certe per andare avanti anche nelle difficoltà più gravi.
Un esempio mirabile, in poche parole, di come conciliare l’educazione, la fede, il lavoro. Assunta Carlini, dopo la morte di Luigi, suo marito, prende in mano la situazione e coadiuvata dai figli, soprattutto da quella straordinaria creatura che è Marietta, porta avanti la famiglia in quelle "paludi pontine", pericolose per le malattie.
La solitudine delle famiglie, l’isolamento ambientale, il duro lavoro dei campi creavano le condizioni psicologiche perché qualche persona andasse di testa e non riuscisse più a dominare istinti e tendenze bestiali. Capitò proprio al giovane Alessandro Serenelli che coabitava a Cascina Antica con la famiglia Goretti ed aveva tutti gli accessi in casa per i buoni rapporti di vicinato e di collaborazione nel lavoro dei campi.
La fiducia di mamma Assunta non fu ripagata in modo retto ed onesto da parte del giovane, il quale, conto tenuto della situazione favorevole, pensò di poter approfittare sessualmente di una giovane e attraente ragazza, qual’era Marietta Goretti. Quando decise di attuare il piano non si attendeva il grande e coraggioso rifiuto della ragazzina. Da qui il gesto assassino di sferrare sul corpo puro e fragile di Marietta colpi micidiali, assassini, espressione di una furia diabolica, che non si poteva assolutamente preventivare.

Per Marietta la corsa all’Ospedale di Nettuno nel tentativo estremo di poterla salvare: non fu possibile. Le ferite inferte dai 14 colpi di punteruolo erano profonde e mortali. Solo un giorno di agonia, ma prima di morire, nelle piene facoltà di intendere e di volere, con il sostegno della grazia divina, Marietta perdonò di cuore il suo assassino e promise che avrebbe pregato per lui dal Paradiso. Era il 6 luglio 1902 : aveva appena 11 anni, 7 mesi e 21 giorni.

Il dopo di questa tragica vicenda di cronaca nera è ben conosciuto. Fu riportato non solo negli atti giudiziari, ma anche nella storia di questo luogo. Alessandro viene arrestato, processato e condannato all’ergastolo. Poi il pentimento, poi la grazia, ed infine una scelta di vita diversa, quella della consacrazione a Dio, col diventare frate.

La vita di questa ragazzina, assunta inizialmente a fatto di cronaca nera, subito diventò oggetto di studio da un punto di vista di fede. Dopo la sepoltura nel cimitero di Nettuno, un continuo pellegrinaggio alla tomba della piccola martire incominciò ad avviare una profonda riflessione sul coraggio dimostrato da questa bambina in una situazione di grave imbarazzo. Molti incominciavano a vedere in questo gesto un atto eroico, e lo era, guidato dalla fede.
Dopo 33 anni di attesa, di reperimento di testimonianze, comprese quelle della madre di Marietta e del suo assassino, il 31 maggio 1935 iniziò il processo informativo nella Diocesi di Albano.

Maria Goretti, martire della purezza, fu beatificata il 27 aprile 1947 dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) e canonizzata, dallo stesso Papa, il 24 giugno 1950, in Piazza S. Pietro a Roma, davanti alla madre, ai fratelli, a migliaia di suoi devoti.
C’era anche Alessandro Serenelli che, uscito di prigione dopo 27 anni di carcere, aveva chiesto perdono in ginocchio alla madre di Maria Goretti e, poi, si era ritirato nel convento dei Padri Cappuccini di Macerata dove visse fino al 16 maggio 1970 (aveva 88 anni).

Per approfondimenti: santamariagoretti.it




Fonti principali : passiochristi.org (P. Antonio Rungi); wikipendia.org (« RIV.»).