giovedì 3 maggio 2012

Il Santo del Giorno-03/05/2012


Oggi è un giorno di festa e si celebrano:

Santi Filippo e Giacomo
Apostoli e martiri


                  
Gli apostoli Filippo e Giacomo “Minore” sono festeggiati lo stesso giorno perché le loro reliquie furono deposte insieme nella Chiesa dei Dodici Apostoli a Roma.

Filippo è conosciuto principalmente attraverso i Vangeli e gli Atti degli Apostoli (cfr. Gv 1,43-48 – Gv 6,5-7 – Gv 12,21-22 – Gv 14,8-31 - At 8,5-40).
Filippo, come Pietro e Andrea, era originario di Bethsaida, sulle sponde del lago di Tiberiade; fu tra i primi a seguire Gesù  quando questi passò dal suo paese. Gesù disse una parola “Seguimi”. Filippo lo seguì portandosi dietro anche Natanaele al quale egli aveva detto: "Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret". (cfr. Gv 1,43-48).
Più tardi, Filippo fu testimone dei miracoli del Maestro, come quello della moltiplicazione dei pani, quando, sulla montagna, Gesù venne circondato da una folla tale che...dice Filippo: "Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo". (cfr. Gv 6,5-7).
Ma l'insegnamento più grande del Maestro, Filippo lo provocò con una sua domanda, dopo l'ultima Cena, quando : « Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre... " » (cfr. Gv 14,8-31)
Parole inaudite, frasi che danno le vertigini e che i discepoli comprenderanno pienamente solo quando lo Spirito Santo scenderà su di loro, nel giorno della Pentecoste. Parole che Filippo si porterà dentro nella sua missione (cfr. At 8,5-40).
La tradizione più comune afferma che Filippo morì crocifisso a Geropoli all’età di 87 anni.
Filippo è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella evangelica (commemorazione liturgica il 3 maggio), dalla Chiesa anglicana (1° maggio), dalla Chiesa ortodossa (14 novembre), dalla Chiesa armena (17 novembre), dalla Chiesa copta (18 novembre).

Giacomo, a differenza di Filippo, non ha quasi parte alcuna nei Vangeli; egli era, pare, figlio d'Alfeo, e forse cugino di Gesù. Viene detto “Minore” per distinguerlo da Giacomo “Maggiore”, fratello di Giovanni Evangelista e figlio di Zebedeo. La sua parte principale ha inizio dopo l'Ascensione di Gesù e dopo la Pentecoste ed è narrata negli Atti degli Apostoli. In effetti, nella prima Chiesa, Giacomo “Minore” godette d'una particolare autorità.
Quando S. Pietro venne miracolosamente liberato dalle catene, nella prigione del Re Erode, corse a darne notizia, per primo all'Apostolo Giacomo.
S. Paolo, dopo la conversione, tornando a Gerusalemme, si diresse subito alla casa di Giacomo, per ricevere istruzioni. E dopo il suo ultimo viaggio in missione, lo stesso Paolo farà la sua precisa relazione proprio nella casa di Giacomo, dove gli altri Apostoli si sono radunati.
Anche gli Ebrei avevano grande ammirazione per la figura di questo Galileo, primo vescovo cristiano di Gerusalemme. Qui fondò una comunità di cristiani, operando sempre numerose conversioni.
Eppure anch'egli cadde vittima della persecuzione o meglio di una specie di sommossa, durante la quale Giacomo venne portato su un punto elevato del Tempio, perché rinnegasse la sua fede in Gesù, dinanzi al popolo.
Alla leale e animosa risposta dell'Apostolo, molti, anche tra gli ebrei, resero Gloria al Signore ma i Farisei, esasperati, fecero precipitare Giacomo dall'alto del Tempio.
Era l'anno 62, e anche fra gli Ebrei, i più saggi e giusti si dolsero di quella uccisione voluta da pochi facinorosi ed eseguita da una folla eccitata. 
Giacomo lasciò a monumento sempiterno la Lettera Cattolica nella quale è celebre il suo detto: “la fede senza le opere è morta”.

Significato dei nomi :
Filippo : "che ama i cavalli" (greco)
Giacomo : "che segue Dio" (ebraico).

mercoledì 2 maggio 2012

Help

Poche righe. SOS. Qui tutto è meticcio, sento venire meno i principi fondanti del nostro essere, Dio,patria e famiglia, ho paura di risvegliarmi gay,nero, con gli occhi a mandorla e protestante, mandate rinforzi, da solo non ce la faccio. STOP

L'Italia che ci piace-Totò e Pier

Pier è un uomo serio anzi serissimo ed è anche un galantuomo che non può e non sa dimenticare gli amici, anche quelli con cui ci sono stati degli screzi,  per cui regolarmente va a trovare in carcere Totò Cuffaro ingiustamente incarcerato dopo un processo ordito da un tribunale bolscevico del popolo. Totò e Pier anche loro rappresentano L'ITALIA CHE CI PIACE.

PS: ringrazio MaxOrso per la segnalazione.





L'Italia che ci piace-Sgarbi il rivoluzionario

Voglio proporre una nuova rubrica che vorrei chiamare "L'Italia che ci piace" in cui verranno messi in evidenza luoghi, cose, città, personaggi ecc. ecc. che rappresentano al meglio l'Italia insomma vedrete rappresentate le eccellenze di questo nostro Belpaese. ecco a  voi il numero 0.

Vittorio è un grande intellettuale a tutto tondo e lo sappiamo, tale grandezza d'intelletto è sempre risaltata in Tv in programmi culturali tipo Buona Domenica, la Pupa e il Secchione, Domenica Cinque...  Non dimenticheremo mai e poi mai  le sue reprimende contro la Magistratura comunista e contro quel reietto di Travaglio, Sgarbi è un polemista con i contro cazzi! Il nostro Vittorio è anche un finissimo politico di razza, lo è stato a livello nazionale, dando il suo supporto intellettuale alle creature politiche Silvio, e lo è ora nella veste di politico locale, vicino, giustamente, all'UDC, per cui decise qualche anno fa che la Sicilia fosse la terra giusta dove far germogliare le sue idee di cambiamento e far si che la Sicilia regione ricca di storia e di arte potesse finalmente essere la patria della buona amministrazione locale, una sfida per Vittorione nostro e allora lui qualche anno fa ci diventa sindaco di Salemi, sostenuto dalla DC (si in Sicilia sono avanti e la DC è sempre forte) dall'UDC e da una lista civica di centro ecco Vittorio cambia veramente le cose lì a Salemi tanto che ad un certo punto il Ministro degli Interni ha dovuto sciogliere per infiltrazioni mafiose l'amministrazione comunale bloccando il cambiamento; ma Sgarbi non lascia da soli i siciliani e ci riprova, ora si è candidato a guidare il Comune di Cefalù, sempre in Sicilia, noi gli crediamo, da sempre, e lo sosteniamo e lo sosterremo perché lui con la sua genialità, la sua tenacia rappresenta L'ITALIA CHE CI PIACE.  

                                                    Sgarbi giustamente incazzato con il suo interlocutore
Sgarbi non è un culattone di Sinistra:
Sgarbi batte 5-0 Travaglio in casa di quest'ultimo
Sgarbi è un vero maschio italico latino





Salvate il soldato di Cristo Giona/Save the soldier of Christ Jonah/Sauver le soldat du Christ Jonas

Il soldato di Cristo Giona deve essere salvato, mi ha chiesto aiuto e io non posso fare altro che girare la sua richiesta a dei miei carissimi amici francesi che peraltro mossi dall'ardore della Fede stanno già salpando da Le Havre per liberare Giona dalla morsa del demonio che in quella città degenerata che è New York alberga sotto forma di negri, froci, drogati, punk rockers, comunisti che occupano Zuccotti Park  e giudii...
Giona sarai liberato!


The soldier of Christ must be saved Jonah, I asked for help and I can not help but turn his request of my dear French friends who also moved by the ardor of faith are already sailed from Le Havre to free from the grip of Jonah devil in that city that is New York harbors degenerate form of negroes, queers, junkies, punk rockers, communists who occupy Zuccotti Park and the jews ...
Jonah will be released!


Le soldat du Christ Giona doit être sauvé Jonas, j'ai demandé de l'aide et je ne peux m'empêcher de tourner sa demande de mes chers amis français qui a également mus par l'ardeur de la foi sont déjà navigué du Havre à libérer de l'emprise de Giona diable dans cette ville qu'est New York ports forme dégénérée de nègres, les pédés, drogués, rockers, les communistes qui occupent Zuccotti Park et les juifs...
Giona sera publié!






Procuratori infami!

Ci risiamo riecco la giustizia malsana che come una spada di Damocle pende e troppo spesso colpisce,  le menti più illuminate dello stivale e per l'appunto in questi giorni hanno colpito Enrico Papi, il nostro Enrico, accusato di aver evaso 225 mila Euro di  IVA nell'anno 2005!!! I signori procuratori in un momento colpiscono un artista come Papi, questo è darsi la zappa sui coglioni, ci si lamenta della scarsa vena artistica della TV e che fanno i procuratori? Vanno a colpire un pilastro della TV d'eccellenza, quella che piace alla gente, so per certo, in quanto amico di Papi, che stava preparando un ritorno con i contro fiocchi ossia una nuova edizione di Sarabanda, poi dici che non è giustizia ad orologeria questa..., io gli avevo consigliato di mettere come sottotitolo Il Walhalla dei Campioni Viventi, ma giustamente Papi ha detto "Walhalla? Che cazzo vuol dire? E' una parola troppo impegnativa, il pubblico non capirebbe." Mortificato giustamente da tali parole, ho capito la differenza tra e e un genio della TV. Sono un coglione,ovviamente  aveva ragione Enrico ma ora purtroppo questa giustizia infame ha tarpato le ali di Enrico nostro.

Il santo del Giorno-02/05/12


Il Santo del giorno con un regalo: La Catechesi sul Sant'Atanasio fatta dal nostro amatissimo Padre Santo

Sant’Atanasio di Alessandria
Vescovo e dottore della Chiesa



Dalla Catechesi di Papa Benedetto XVI
(Aula Paolo VI - Mercoledì, 20 giugno 2007)

Cari fratelli e sorelle,
continuando la nostra rivisitazione dei grandi Maestri della Chiesa antica, vogliamo rivolgere oggi la nostra attenzione a sant’Atanasio di Alessandria. Questo autentico protagonista della tradizione cristiana, già pochi anni dopo la morte, venne celebrato come «la colonna della Chiesa» dal grande teologo e Vescovo di Costantinopoli Gregorio Nazianzeno (Discorsi 21,26), e sempre è stato considerato come un modello di ortodossia, tanto in Oriente quanto in Occidente. Non a caso, dunque, Gian Lorenzo Bernini ne collocò la statua tra quelle dei quattro santi Dottori della Chiesa orientale e occidentale – insieme ad Ambrogio, Giovanni Crisostomo e Agostino –, che nella meravigliosa abside della Basilica vaticana circondano la Cattedra di san Pietro.
Atanasio è stato senza dubbio uno dei Padri della Chiesa antica più importanti e venerati. Ma soprattutto questo grande Santo è l’appassionato teologo dell’incarnazione del Logos, il Verbo di Dio, che – come dice il prologo del quarto Vangelo – «si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Proprio per questo motivo Atanasio fu anche il più importante e tenace avversario dell’eresia ariana, che allora minacciava la fede in Cristo, riducendolo ad una creatura «media» tra Dio e l’uomo, secondo una tendenza ricorrente nella storia, e che vediamo in atto in diversi modi anche oggi. Nato probabilmente ad Alessandria, in Egitto, verso l’anno 300, Atanasio ricevette una buona educazione prima di divenire diacono e segretario del Vescovo della metropoli egiziana, Alessandro. Stretto collaboratore del suo Vescovo, il giovane ecclesiastico prese parte con lui al Concilio di Nicea, il primo a carattere ecumenico, convocato dall’imperatore Costantino nel maggio del 325 per assicurare l’unità della Chiesa. I Padri niceni poterono così affrontare varie questioni, e principalmente il grave problema originato qualche anno prima dalla predicazione del presbitero alessandrino Ario.
Questi, con la sua teoria, minacciava l’autentica fede in Cristo, dichiarando che il Logos non era vero Dio, ma un Dio creato, un essere «medio» tra Dio e l’uomo, e così il vero Dio rimaneva sempre inaccessibile a noi. I Vescovi riuniti a Nicea risposero mettendo a punto e fissando il «Simbolo della fede» che, completato più tardi dal primo Concilio di Costantinopoli, è rimasto nella tradizione delle diverse confessioni cristiane e nella Liturgia come il Credo niceno-costantinopolitano. In questo testo fondamentale – che esprime la fede della Chiesa indivisa, e che recitiamo anche oggi, ogni domenica, nella Celebrazione eucaristica – figura il termine greco homooúsios, in latino consubstantialis: esso vuole indicare che il Figlio, il Logos, è «della stessa sostanza» del Padre, è Dio da Dio, è la sua sostanza, e così viene messa in luce la piena divinità del Figlio, che era negata dagli ariani.
Morto il Vescovo Alessandro, Atanasio divenne, nel 328, suo successore come Vescovo di Alessandria, e subito si dimostrò deciso a respingere ogni compromesso nei confronti delle teorie ariane condannate dal Concilio niceno. La sua intransigenza, tenace e a volte molto dura, anche se necessaria, contro quanti si erano opposti alla sua elezione episcopale e soprattutto contro gli avversari del Simbolo niceno, gli attirò l’implacabile ostilità degli ariani e dei filoariani. Nonostante l’inequivocabile esito del Concilio, che aveva con chiarezza affermato che il Figlio è della stessa sostanza del Padre, poco dopo queste idee sbagliate tornarono a prevalere – in questa situazione persino Ario fu riabilitato –, e vennero sostenute per motivi politici dallo stesso imperatore Costantino e poi da suo figlio Costanzo II. Questi, peraltro, che non si interessava tanto della verità teologica quanto dell’unità dell’Impero e dei suoi problemi politici, voleva politicizzare la fede, rendendola più accessibile – secondo il suo parere – a tutti i sudditi nell’Impero.
La crisi ariana, che si credeva risolta a Nicea, continuò così per decenni, con vicende difficili e divisioni dolorose nella Chiesa. E per ben cinque volte – durante un trentennio, tra il 336 e il 366 – Atanasio fu costretto ad abbandonare la sua città, passando diciassette anni in esilio e soffrendo per la fede. Ma durante le sue forzate assenze da Alessandria, il Vescovo ebbe modo di sostenere e diffondere in Occidente, prima a Treviri e poi a Roma, la fede nicena e anche gli ideali del monachesimo, abbracciati in Egitto dal grande eremita Antonio con una scelta di vita alla quale Atanasio fu sempre vicino. Sant’Antonio, con la sua forza spirituale, era la persona più importante nel sostenere la fede di sant’Atanasio. Reinsediato definitivamente nella sua sede, il Vescovo di Alessandria poté dedicarsi alla pacificazione religiosa e alla riorganizzazione delle comunità cristiane. Morì il 2 maggio del 373, giorno in cui celebriamo la sua memoria liturgica.
L’opera dottrinale più famosa del santo Vescovo alessandrino è il trattato su L’incarnazione del Verbo, il Logos divino che si è fatto carne divenendo come noi per la nostra salvezza. Dice in quest’opera Atanasio, con un’affermazione divenuta giustamente celebre, che il Verbo di Dio «si è fatto uomo perché noi diventassimo Dio; egli si è reso visibile nel corpo perché noi avessimo un’idea del Padre invisibile, ed egli stesso ha sopportato la violenza degli uomini perché noi ereditassimo l’incorruttibilità» (54,3). Con la sua risurrezione, infatti, il Signore ha fatto sparire la morte come se fosse «paglia nel fuoco» (8,4). L’idea fondamentale di tutta la lotta teologica di sant’Atanasio era proprio quella che Dio è accessibile. Non è un Dio secondario, è il Dio vero, e tramite la nostra comunione con Cristo noi possiamo unirci realmente a Dio. Egli è divenuto realmente «Dio con noi».
Tra le altre opere di questo grande Padre della Chiesa – che in gran parte rimangono legate alle vicende della crisi ariana – ricordiamo poi le quattro lettere che egli indirizzò all’amico Serapione, Vescovo di Thmuis, sulla divinità dello Spirito Santo, che viene affermata con nettezza, e una trentina di lettere «festali», indirizzate all’inizio di ogni anno alle Chiese e ai monasteri dell’Egitto per indicare la data della festa di Pasqua, ma soprattutto per assicurare i legami tra i fedeli, rafforzandone la fede e preparandoli a tale grande solennità.
Atanasio è, infine, anche autore di testi meditativi sui Salmi, poi molto diffusi, e soprattutto di un’opera che costituisce il best seller dell’antica letteratura cristiana: la Vita di Antonio, cioè la biografia di sant’Antonio abate, scritta poco dopo la morte di questo Santo, proprio mentre il Vescovo di Alessandria, esiliato, viveva con i monaci del deserto egiziano. Atanasio fu amico del grande eremita...la biografia esemplare di questa figura cara alla tradizione cristiana contribuì molto alla diffusione del monachesimo, in Oriente e in Occidente. [...]

Sì, fratelli e sorelle! Abbiamo tanti motivi di gratitudine verso sant’Atanasio. La sua vita, come quella di Antonio e di innumerevoli altri Santi, ci mostra che «chi va verso Dio non si allontana dagli uomini, ma si rende invece ad essi veramente vicino» (Deus caritas est, 42).

Significato del nome Atanasio : "immortale" (greco).