IO MI SONO ISCRITTO FATELO ANCHE VOI! PROPONIAMOCI SUBITO CON DOMENICO PER COMPORRE L'INNO DEL NOSTRO MOVIMENTO.
Carissimo, carissima,
il giorno 21 ottobre prossimo celebreremo il nostro 1° Congresso del Movimento di Responsabilità Nazionale, saremo onorati e felici di avere la Tua presenza.
Il Congresso vuole essere un momento di presentazione al grande pubblico, di quali sono le idee, i progetti ed il lavoro complessivo che il Movimento ha intenzione di portare avanti in questi momenti così difficili per la politica italiana.
Accanto agli argomenti principali Patria, Famiglia, Cristianità ne saranno trattati altri come le Criticità Bancarie, la Medicina non Convenzionale, Olismo, Ambiente, Lavoro giovanile, Sanità, etc. da sempre argomenti su cui ci siamo costantemente impegnati.
La Tua presenza, il Tuo contributo serviranno sicuramente a rendere il nostro Movimento ancora più forte e più incisivo nel contribuire a risolvere i problemi, e sono tanti, che attanagliano il nostro Paese.
Ti informo inoltre che ai nostri lavori parteciperà il nostro Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi.
Cordialmente
On. Dott. Domenico Scilipoti
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PER L'ISCRIZIONE:
http://www.mrnonline.it/?page_id=498
mercoledì 19 ottobre 2011
Il santo del Giorno 19 Ottobre 2011
S. PAOLO DELLA CROCE, Sac. e fondatore (mf)
San Paolo della Croce
Sacerdote e fondatore dei
“Passionisti” e “Passioniste”
“Passionisti” e “Passioniste”
(memoria facoltativa)
P |
aolo della Croce, al secolo Paolo Francesco Danei, di famiglia nobile per origine, nacque, primo di sedici figli, a Ovada (AL) il 3 gennaio 1694 da Luca e Anna Maria Massari; venne battezzato il 6 gennaio. Nel 1701 l'intera famiglia si trasferì a Castellazzo Bormida (AL).
Ricevette la sua prima educazione da un sacerdote che teneva una scuola per ragazzi a Cremolino (AL). Fin dalla più giovane età trascorreva molto tempo in preghiera, partecipava ogni giorno alla messa, si accostava spesso ai sacramenti, attendeva ai suoi doveri di studente e dedicava i suoi ritagli di tempo libero alla lettura e visitando le chiese; ivi trascorreva parecchio tempo in adorazione prima di ricevere l'eucaristia di cui era un ardente devoto.
All'età di quindici anni lasciò la scuola e tornò a casa sua a Castellazzo. Nel 1713, secondo la tradizione devozionale, un "intervento della grazia" avrebbe operato la sua conversione spirituale.
Nel 1720 si sentì ispirato a fondare l'Istituto Missionario dei Passionisti. Egli stesso scrisse: « In questo tempo mi vidi in spirito vestito di nero sino a terra, con una croce bianca in petto e sotto la croce il nome SS. di Gesù in lettere bianche. »
Nel 1721, rivestito di una tunica nera dal vescovo di Alessandria, suo padre spirituale, portando l'emblema della passione di Gesù, scalzo e a capo scoperto, si ritirò in un'angusta cella dietro la chiesa dei ss. Carlo ed Anna in Castellazzo Bormida. In questa cella, nell'inverno 1721-1722, vi stese la Regola della nuova congregazione sulla base delle indicazioni che avrebbe ricevuto in una visione, come riporta nell'introduzione alla copia originale della Regola stessa.
Il 7 giugno 1727 fu ordinato sacerdote, assieme al fratello Giovanni Battista, da Pp Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini, 1724-1730), nella basilica di S. Pietro. Poi, ritiratisi sul Monte Argentario (GR), Paolo e Giovanni videro arrivare altri giovani affascinati dalla loro scelta. Sono i primi Passionisti, che il fondatore educa come predicatori agguerriti: invece dei Turchi, attaccheranno l'ignoranza, l'irreligiosità, l'abbandono del Vangelo. Il fondatore lavora alla loro formazione da vicino e da lontano: restano di lui duemila lettere, ma, certamente, ne ha scritte molte di più.
Il 15 maggio 1741 Pp Benedetto XIV (Prospero Lorenzo Lambertini, 1740-1758) gli concedeva di nominare la comunità, ormai sorta, “Congregazione dei Chierici regolari della croce e passione di nostro Signore Gesù Cristo”, che la gente chiamò più semplicemente “Passionisti”. In quell’occasione Paolo mutò il proprio cognome, Danei, in “della Croce”. I passionisti vestono di nero, hanno una larga cintura in pelle e sul petto uno stemma a forma di cuore, sormontato da una Croce, su cui spiccano in bianco le parole: JESU XPI PASSIO (Passione di Gesù Cristo).
Durante il primo Capitolo, che si tenne sul monte Argentario il 10 aprile 1747, Paolo, contro la sua volontà, fu eletto all'unanimità primo superiore generale, carica che ricoprì fino alla morte.
Il 3 maggio 1771, con la collaborazione della venerabile madre Crocifissa Costantini, fondò le “Claustrali Passioniste”.
Fu instancabile nei suoi doveri apostolici e mai, fino alla sua ultima ora, rigettò qualche aspetto del suo austero modo di vivere.
Infine, succube di una grave malattia, morì per le austerità e per l'età avanzata (81 anni), a Roma, il 18 ottobre 1775.
Il Padre dei Passionisti venne proclamato, da Pp Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878), Beato nel 1852 e Santo il 29 giugno 1867.
Dal 25 aprile 1880 i resti mortali del Santo si conservano a Roma nella cappella della Basilica romana dei SS. Giovanni e Paolo sul monte Celio, vicino al Colosseo.
Dal 3 al 6 maggio 2006 sono stati portati a Novoli (LE), nell'ambito di una Peregrinatio nel Sud-Italia per festeggiare il Centenario della Provincia religiosa di Puglia, Calabria e Basilicata.
Col nuovo calendario la ricorrenza è stata spostata dal 28 aprile al 19 ottobre.
Significato del nome Paolo: «piccolo, modesto» (latino).
martedì 18 ottobre 2011
Il santo del Giorno 18 ottobre 2011
In realtà oggi sarebbe S. Luca Evangelista ma io preferiscio, con il massimo rispetto per il buon Luca Evangelista, loro:
18 ottobre 2011
Beati Davide Okelo e Gildo Irwa
Giovani Catechisti e martiri
La Chiesa ricorda oggi due catechisti innalzati agli onori dell'altare, dal Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), il 20 ottobre 2002 : si tratta dei martiri ugandesi Davide (Daudi) Okelo e Gildo (Jildo) Irwa, figure molto significative in questo ottobre missionario.
Erano poco più che ragazzini quando nel 1917 si presentarono al comboniano padre Cesare Gambaretto offrendosi come volontari catechisti per la missione di Paimol, rimasta sguarnita dopo l'uccisione del fratello di Davide, Antonio. Battezzati e cresimati da pochi mesi, avevano appena diciotto (Davide) e quattordici anni (Gildo).
Alle resistenze del missionario, titubante perché conosceva bene il pericolo cui andavano incontro, il più piccolo rispose: “Padre, non temere. Gesù e Maria sono con noi”. A Paimol si diedero subito da fare. Di Gildo si racconta che coinvolgesse i ragazzi anche con piccoli giochi.
Furono uccisi il 18 ottobre 1918 da due guerrieri locali. Avrebbero risparmiato loro la vita se avessero abbandonato il villaggio. Ma per loro era troppo importante annunciare quel Gesù appena incontrato.
lunedì 17 ottobre 2011
vabbè famoli vince pe' na volta
Nonostante la sconfitta "daa Rroma" ieri notte ad un certo punto ho messo da parte i nefasti ricordi del match e ho potuto potuto pregare per il mio Dio preferito ossia Onan, avevo l'imbarazzo della scelta sul soggetto delle mie fantasie, ieri in tribuna d'onore allo stadio Olimpico erano presenti due miei sogni erotici proibiti:
Il Santo del Giorno 17/10/2011
S. IGNAZIO di Antiochia, Vescovo e martire (memoria)
S. Ignazio di Antiochia
Vescovo e martire, Padre della Chiesa
(memoria)
Vescovo e martire, Padre della Chiesa
(memoria)
Dalla data del 1° febbraio, la memoria di S. Ignazio di Antiochia è stata riportata ad oggi, data tradizionale del suo martirio, dal nuovo Calendario ecclesiastico, che la prescrive come obbligatoria per tutta la Chiesa.
I |
gnazio è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e quella ortodossa; è annoverato fra i Padri della Chiesa. Fu il secondo successore di Pietro come vescovo di Antiochia di Siria, cioè della terza città per grandezza del mondo antico mediterraneo.
Non era cittadino romano; pare che non fosse nato cristiano e che, anzi, si sia convertito assai tardi. Ciò non toglie che egli sia stato uomo d'ingegno acutissimo e pastore ardente di zelo.
Mentre era Vescovo ad Antiochia, l'Imperatore Traiano dette inizio alle persecuzioni (98-117), che privarono la Chiesa degli uomini più in alto nella scala gerarchica e più conosciuti in fama e santità.
Arrestato e condannato “ad bestias”, Ignazio fu condotto, in catene, con un lunghissimo e penoso viaggio, da Antiochia a Roma dove si allestivano feste in onore dell'Imperatore vittorioso nella Dacia e i martiri cristiani dovevano servire da spettacolo, nel circo, sbranati e divorati dalle belve.
Durante il viaggio da Antiochia a Roma scrisse sette lettere alle chiese che incontrava sul cammino o vicino ad esso. Esse ci sono rimaste e sono una testimonianza unica della vita della chiesa dell'inizio del II secolo :
Ø Da Smirne scrisse alle comunità dell'Asia Minore, di Efeso, di Magnesia e di Tralli ringraziandole per le numerose dimostrazioni d'affetto testimoniate nei suoi travagli; scrisse poi ai romani, supplicandoli di non impedire il suo martirio, inteso come conseguimento d'una lunga vita di sacrifici: “Com'è glorioso essere un sole al tramonto, lontano dal mondo, verso Dio. Possa io elevarmi alla tua presenza”.
Ø Dalla Troade poi scrisse alla chiesa di Filadelfia e a quella di Smirne chiedendo che si congratulassero con i suoi fedeli d'Antiochia che avevano sopportato con coraggio le persecuzioni ora ivi concluse.
Ø Scrisse anche a Policarpo, vescovo di Smirne aggiungendovi interessanti direttive per l'esercizio della funzione episcopale, consigliandogli di “tenere duro come l'incudine sotto il martello”.
Le sue lettere esprimono calde parole d'amore a Cristo e alla Chiesa. Appaiono per la prima volta le espressioni “Chiesa cattolica” e “cristianesimo”, che sono ritenuti neologismi creati da lui. Sono una finestra aperta per conoscere le condizioni e la vita della chiesa del suo tempo. In particolare appare per la prima volta nelle sue lettere la concezione tripartita del ministero cristiano: vescovo, presbiteri, diaconi. Altro tema significativo è la confessione della vera umanità di Cristo contro i doceti, i quali sostenevano che l’incarnazione del Figlio di Dio fosse stata solo apparente.
Giunto a Roma, nell'anno 107, il Vescovo di Antiochia fu veramente sbranato dalle belve del Circo, per le quali il Martire trovò espressioni di una insolita tenerezza e poesia: “Accarezzatele, scriveva infatti, affinché siano la mia tomba e non facciano restare nulla del mio corpo, e i miei funerali non siano a carico di nessuno”.
Le sue ossa vennero raccolte da alcuni fedeli e ricondotte ad Antiochia dove furono sepolte nel cimitero della chiesa fuori della Porta Dafnitica. Per l'occasione Giovanni Crisostomo predicò sulla vita del martire. A seguito dell'invasione saracena le reliquie furono ricondotte a Roma e lì sepolte presso la chiesa di S. Clemente dove tuttora riposano
La Chiesa cattolica celebra la sua festa il 17 ottobre, quella ortodossa il 20 dicembre.
Significato del nome Ignazio : «di fuoco, igneo» (latino).
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