mercoledì 28 marzo 2012

Il Santo del Giorno-28/03/2012

Questo San Giuseppe Sebastiano Pelczar non è uno qualunque: è il fondatore della congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù.

San Giuseppe Sebastiano Pelczar
Vescovo di Przemyśl, fondatore :
“Ancelle del Sacro Cuore di Gesù”





Giuseppe Sebastiano (Jósef Sebastian) Pelczar nacque il 17 gennaio 1842 a Korczyna, un piccolo paese ai piedi dei monti Carpazi, presso Krosno (PL). Passò l’infanzia nel paese natio, crescendo in un’atmosfera permeata dall’antica religiosità polacca che regnava nella casa dei suoi genitori, Adalberto e Marianna Mięsowicz. Questi accortisi presto dell’intelligenza eccezionale del loro figlio, dopo due anni trascorsi nella scuola di Korczyna, lo inviarono a proseguire gli studi in quella di Rzeszów e in seguito al ginnasio.
Mentre era studente ginnasiale, Giuseppe Sebastiano prese la decisione di dedicarsi al servizio di Dio, poiché come possiamo leggere nel suo diario, “gli ideali terreni impallidiscono, l’ideale della vita lo vedo nel sacrificio e l’ideale del sacrificio lo vedo nel sacerdozio”. Completato il sesto anno di scuola entrò nel Seminario Minore e, nel 1860, iniziò gli studi teologici presso il Seminario Maggiore di Przemyśl.
Il 17 luglio del 1864 venne ordinato sacerdote, e per un anno e mezzo fu vicario della parrocchia di Sambor. Negli anni 1866-1868 proseguì gli studi a Roma contemporaneamente nel Collegium Romanum (oggi Università Gregoriana) e nell’Istituto di Sant’Apollinare (oggi Università Lateranense), dove, oltre ad acquisire una profonda cultura, sviluppò un grande e mai sopito amore per la Chiesa e per il suo capo visibile, il Papa.
Subito dopo il ritorno in patria, fu docente nel Seminario di Przemyśl e in seguito, per 22 anni, professore dell’Università Jaghellonica di Cracovia. Come professore e preside della Facoltà di Teologia si guadagnò la fama di uomo illuminato, di ottimo insegnante, di organizzatore e amico dei giovani. Un segno di riconoscimento da parte della comunità accademica fu indubbiamente la sua nomina a rettore della Almae Matris di Cracovia (1882-1883).
Don Pelczar non si limitò soltanto a svolgere un lavoro scientifico, ma si dedicò con passione anche ad attività sociali e caritative. Diventò membro attivo della Società di S. Vincenzo de’ Paoli e della Società dell’Educazione Popolare della quale fu preside sedici anni. In quel periodo, la Società dell’Educazione Popolare fondò centinaia di biblioteche, organizzò molti corsi gratuiti e distribuì tra la gente più di centomila libri, come pure aprì una scuola per le persone di servizio.

Nel 1891, per iniziativa di Don Pelczar, venne fondata la Confraternita della Santissima Maria Vergine Regina della Polonia, che, oltre agli scopi religiosi, svolgeva funzioni sociali, come l’aiuto agli artigiani, ai poveri, agli orfani e ai servi malati, e specialmente a quelli disoccupati.
Sotto la spinta dei gravi problemi sociali del tempo, sicuro di interpretare la volontà di Dio, nel 1894 fondò a Cracovia la Congregazione delle “Ancelle del Sacro Cuore di Gesù”, ponendo come suo carisma la diffusione del Regno dell’amore del Cuore di Gesù. Era suo desiderio che le suore della nuova Congregazione diventassero segno e strumento di tale amore verso le ragazze bisognose, i malati e quanti avessero bisogno di aiuto.
Nel 1899 venne nominato vescovo ausiliare di Przemyśl e un anno dopo, in seguito alla morte di Mons. Luca Solecki, Ordinario di quella Diocesi della quale per venticinque anni ne fu un pastore zelante, promuovendo il bene delle anime a lui affidate.
Nonostante le condizioni di salute non buone, il vescovo Pelczar si dedicò con impegno instancabile ad attività religiose e sociali. Per ravvivare nei fedeli lo spirito della fede visitava spesso le parrocchie, si prodigava per accrescere il livello morale e intellettuale del clero dando egli stesso l’esempio di una profonda pietà che si esprimeva nel culto del Sacratissimo Cuore di Gesù e della Madonna. Essendo un ardente adoratore del Santissimo Sacramento, invitava i fedeli a partecipare assiduamente alle funzioni eucaristiche. Grazie ai suoi sforzi, durante il suo episcopato crebbe il numero di nuove chiese, di cappelle e vennero restaurate molte delle chiese più vetuste. Malgrado una situazione politica sfavorevole, presiedette tre sinodi diocesani ponendo le basi giuridiche per diverse nuove iniziative e rendendole in tal modo più stabili e durature.
Il vescovo Giuseppe Sebastiano Pelczar si immedesimò nei bisogni dei suoi fedeli ed ebbe molta cura degli abitanti più poveri della sua diocesi. I giardini d’infanzia, le mense per i poveri, i ricoveri per i senza tetto, le scuole d’avviamento professionale per le ragazze, l’insegnamento gratuito nei Seminari per i ragazzi poveri: sono soltanto alcune delle opere nate grazie alle sue iniziative. In particolare, ebbe molto a cuore la condizione degli operai, i problemi dell’emigrazione, molto attuali in quel periodo, e quelli dell’alcoolismo. Nelle lettere pastorali, negli articoli pubblicati ed in altri numerosi interventi, indicava sempre la necessità di attenersi fedelmente all’insegnamento sociale del Papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903).
Dotato da Dio di singolari doti non soffocava le sue capacità ma le moltiplicava e le faceva fruttare. Fu un lavoratore instancabile. Ne dà prova, tra l’altro, la sua ricchissima eredità letteraria di cui fanno parte numerose opere teologiche, storiche e di diritto canonico, nonché manuali, libri di preghiere, lettere pastorali, discorsi e omelie.
Il vescovo Giuseppe Sebastiano Pelczar morì la notte tra il 27 e il 28 marzo del 1924 lasciando il ricordo di un uomo di Dio che, nonostante i tempi difficili in cui ebbe a vivere ed operare, faceva sempre la volontà del suo Signore.
Don Antonio Bystrzonowski, suo alunno e successore sulla cattedra universitaria, nel giorno dei funerali disse: “Il defunto vescovo di Przemyśl ha unito nella sua persona gli attributi e i talenti più belli e cioè uno zelo pastorale indistruttibile, lo spirito di iniziativa, il dinamismo d’azione, il lume di una grande scienza e una santità di virtù ancora più grande. È stato esempio luminoso di eccezionale laboriosità e di entusiasmo sempre giovanile”.
Il 2 giugno del 1991, durante il quarto pellegrinaggio in patria, il Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ha iscritto nell'albo dei beati il vescovo Giuseppe Sebastiano Pelczar e, il 18 maggio 2003, a Roma, lo stesso Papa lo ha canonizzato.




Fonte : vatican.va (« RIV.»).

Io sto con il Papa!



Dal sito www.culturacattolica.it, che ormai sta diventando uno dei miei punti di riferimento sulla rete, che già da tempo ha lanciato un appello, un grido di dolore contro "la fitta sassaiola dell'ingiuria" che cade sul nostro Padre Santo offendendo in prima persona Lui e indirettamente. ma qeusto è meno importante, noi fedeli e sostenitori del Santo Padre che ci uniamo a questo appello e indignati scriveremo ad ogni testata, giornalistica, radiofonica o televisiva, che oltraggia la figura del nostro Benedetto XVI. Anche io STO CON IL PAPA.

Io sto con il Papa

Gli attacchi della stampa internazionale al Papa, accuse ingiuste e false di aver coperto crimini infami, ci addolorano e offendono.
NON ci stiamo con chi vuole ridurre duemila anni di storia della nostra Chiesa agli atti criminosi di alcuni; né con chi accusa ingiustamente Benedetto XVI di infami omissioni.

Noi stiamo con il Papa, con il nostro Papa.

IO STO CON IL PAPA

Scrivi a Repubblica

Scrivi al Corriere della Sera

Scrivi ad Avvenire

Scrivi al TG1


Fonte: CulturaCattolica.it - SamizdatOnLine

martedì 27 marzo 2012

Schiaccio fagiani.

Finalmente un bel pezzo drammatico, un testo intenso, duro, difficile, commovente, una canzone struggente e meravigliosa.


Auguri Principessa Vittoria

Finalmente la foto che tutto il mondo aspettava, e anche noi della redazione ovviamente, ossia quella della piccola Estelle figlia di S.A.R. Principessa Vittoria di Svezia :

La principessa Vittoria con il marito Daniel e la figlia Estelle 
Fonte www.ansa.it

Emilio è innocente!



Il Corriere della Sera, testata ormai riferibile a pieno titolo ad una sinistra, pubblica in prima pagina una notizia riguardante il nostro Emilio Fede al quale, secondo il quotidiano di Via Solferino, lo scorso gennaio è stato respinto un versamento in contanti di 2,5 milioni di euro che il noto anchorman voleva effettuare in un istituto di credito svizzero a Lugano. I funzionari della banca hanno rifiutato i soldi di Emilio avanzando dubbi sulla provenienza degli stessi. Il Corriere ci ricama su facendo della dietrologia spicciola e mettendo nel calderone anche Lele e, ça va sans dire, Silvio. "L'articolo" integrale lo potete leggere sul corriere.it a questo indirizzo http://www.corriere.it/economia/12_marzo_27/sarzanini-fede-svizzera_735d5576-77cc-11e1-978e-bf07217c4d25.shtml il pezzo è un florilegio di diffamazioni e falsità su Emilio. ma dico io ma come si fa a diffamare un personaggio come Emilio così trasparente e che tanto ha dato all'informazione italiana, no è inaccettabile come in questo paese lo sport più diffuso sia la costruzione tendenziosa da parte dei giornali di sinistra tesi a gettare fango sulle persone scomode come Emilio che ha fatto del giornalismo schietto e moderato al sua ragione di vita e con la grande qualità di permettere a tante persone di seguire un telegiornale non spocchioso, Augusto Minzolini aveva provato la stessa operazione sulla Tv di stato ma purtroppo abbiamo visto la fine cha ha fatto... le lobbies dei vari giornalisti di sinistra della RAI non permettono e non permetteranno mai che qualcuno venga a toglierli dal piedistallo in cui li ha messi la politica e la loro egemonia culturale fortunatamente è stata messa in discussione dai TG Mediaset. Dico basta alla diffamazioni di personaggi  come Lele, Fede, Minzolini, Liguori tanto per citarne solo alcuni e ovviamente Silvio.

Il santo del Giorno-27/03/2012

Anche oggi un Beato ma merita e in più in appendice un bel regalo per voi:



Beato Francesco Faà di Bruno
Sacerdote e fondatore
“Suore Minime di N.S. del Suffragio”



Francesco Faà di Bruno, nato ad Alessandria il 29 marzo 1825, è stato sacerdote ma anche militare, fisico, matematico, astronomo, musicista e compositore.

Fu il dodicesimo ed ultimo figlio di Luigi, marchese di Bruno, e di Carolina Sappa de' Milanesi. Il suo nome completo è Francesco da Paola, Virginio, Secondo, Maria.
Nel 1834, a 9 anni, perse la madre. Nel 1836 entrò nel collegio dei Padri Somaschi (fondatore S. Girolamo Emiliani) a Novi Ligure; nel 1840 nell'accademia militare di Torino. Divenuto ufficiale, fu assegnato a studi geografici e alla realizzazione di cartografie.

Nel 1848 partecipò alla Prima guerra di indipendenza italiana. Combatté a Peschiera e cartografò il territorio che l'esercito piemontese percorse. Nel 1849 fu promosso Capitano di Stato Maggiore. Rimase ferito in combattimento a Novara e ricevette, per il suo comportamento in battaglia, una decorazione.
L'esercito lo inviò a Parigi, alla Sorbona, perché potesse approfondire gli studi matematici e astronomici: conseguì il diploma nel 1851. Nel 1853 chiese ed ottenne il congedo per motivi di studio; influì pesantemente in questa sua scelta la decisione di rifiutare di battersi in duello con un ufficiale che lo aveva offeso. Il suo rifiuto per motivi di coscienza lo aveva posto in uno stato di isolamento in quanto il duello, sebbene vietato, era considerato all'epoca alla stregua di un obbligo morale.

Nel 1855 cominciò a lavorare presso l'Osservatorio nazionale francese sotto la direzione di Urbain Le Verrier. Nel 1857 inizia ad insegnare Matematica e Astronomia all'Università di Torino. Da allora non cessò mai di insegnare, soprattutto all'università ma anche nell'Accademia Militare e nel Liceo Faà di Bruno.
Per le controversie fra il mondo cattolico e lo stato italiano, in quel periodo anticlericale, non fu mai nominato professore ordinario; fu nominato professore straordinario solo nel 1876. Il contenuto dei suoi corsi spaziava in ambiti inusuali: ad esempio la “Teoria dell’eliminazione” la “Teoria degli invarianti” e le funzioni ellittiche. Pubblicò vari trattati e memorie. Nel 1859  pubblicò a Parigi, in francese, la “Théorie générale de l'élimination”, in cui viene fornita la formula, che da lui prende il nome, della derivata n-esima di una funzione composta. Il suo nome in matematica è però legato soprattutto al trattato sulla teoria delle forme binarie.
Oltre a varie strumentazioni per la ricerca scientifica, nel 1856, di fronte alla cecità di una sua sorella (Maria Luigia) progettò e brevettò uno scrittoio per ciechi. Nel 1878, poi, avvertendo la necessità di scandire i tempi della giornata brevettò uno svegliarino elettrico.

Eseguì i calcoli costruttivi e seguì la realizzazione del campanile della chiesa di Nostra Signora del Suffragio, a Torino, a volte conosciuta come chiesa di Santa Zita, collaborando con Arborio Mella che progettò la chiesa nel suo complesso; si trattava, all'epoca, del secondo edificio più alto della città dopo la Mole: oltre 80 metri. Il motivo per cui volle realizzare quest’opera è prettamente sociale. Voleva evitare che le lavoratrici e i lavoratori della città venissero ingannati sull'orario di lavoro e aveva calcolato che un orologio di due metri di diametro collocato sulle varie facce del campanile a 80 metri di altezza sarebbe stato visibile in gran parte della città e liberamente consultabile da tutti.

Fu costantemente un uomo di fede. Nel periodo in cui fu militare scrisse un “Manuale del soldato cristiano”. Visse con disagio il suo desiderio patriottico di vedere l’Italia unita di fronte all'ideologia anticlericale che permeò la sua concreta realizzazione. Da scienziato testimoniò sempre di trovare un'assoluta armonia fra la scienza e la fede. Come amante della musica pubblicò una rivista di musica sacra: “La lira cattolica”; egli stesso compose delle melodie sacre la cui semplicità e senso di pace fu apprezzata da Franz Liszt. Fondò scuole di canto domenicali frequentate da quelle donne di servizio a cui dedicò gran parte delle sue opere. All'epoca, infatti, la situazione delle donne di servizio era molto disagevole, per non dire degradata: sfruttamento del lavoro, povertà, emarginazione erano all'ordine del giorno. Era frequente, poi, che una donna di servizio rimanesse incinta e venisse allontanata dalla famiglia. Intraprese una rete di attività in aiuto di queste persone: una delle istituzioni che fondò fu, tra l'altro, una casa di preservazione per ragazze madri. Il cardine centrale di questa attività fu l'Opera di Santa Zita fondata nel 1859. Aprì un Collegio professionale con ritiri estivi a Benevello d’Alba.

Francesco Faà di Bruno fu, inoltre, il fondatore della congregazione “Suore Minime di Nostra Signora del Suffragio”. La consegna delle mantelline alle prime postulanti avvenne nel 1869 ma le prime professioni solenni poterono avvenire solo nel 1893, dopo la sua morte, perché fu necessario attendere il riconoscimento ufficiale della Chiesa che, nel suo livello gerarchico, espresse inizialmente qualche diffidenza.
Fu amico di Don Bosco, il quale operava a Torino in quello stesso periodo.

Il 22 ottobre 1876 venne ordinato sacerdote. Desiderava questa ordinazione anche per seguire meglio la congregazione di suore. Diceva spesso: “Occorre vivere vicini a Gesù, penetrare il significato delle sue parole. Allora la vita sarà una fiamma d'amore debole, forse, ma accanto alla quale altri, almeno, potranno riscaldarsi le mani”.

Consumato dal servizio della scienza, della Chiesa e del prossimo, Fran­cesco Faà di Bruno concluse la sua esistenza terrena a Torino, dopo soli cinque giorni di malattia, il 27 marzo 1888, poco dopo Don Bosco (31 gennaio 1888). Fin da subito ebbe fama di santità.
La sua tomba si trova nella chiesa di Nostra Signora del Suffragio a To­rino, da lui stesso costruita nel 1867 in cristiana memoria dei caduti per l'u­nità d'Italia.

Francesco Faà di Bruno è stato elevato agli onori dell'altare, il 25 settembre 1988, a Roma, dal Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005).

Il Beato è Patrono del Corpo degli Ingegneri dell’Esercito Italiano.

Significato del nome Francesco: “uomo libero” (antico tedesco).

Fonte principale : wikipendia.org (« RIV.»).

Preghiera
O Padre, tu hai ispirato il beato Francesco Faà di Bruno
a porre la fede, la scienza e la carità
al servizio di Dio e dei fratelli vivi e defunti. 
Fa’ che, sul suo esempio, 
siamo docili alle ispirazioni dello Spirito Santo
e amiamo tutti con il cuore di Cristo. 
Concedici, per sua intercessione, 
la grazia che ti domandiamo. 
Per Cristo nostro Signore. Amen.

lunedì 26 marzo 2012

Te prometo una vita appasionante! I promise an exciting life! Ti prometto una vita appassionante!



Vi posto lo spot che nei media spagnoli sta spopolando. In momenti di crisi globale, e nella penisola Iberica morde in modo particolare con un tasso disoccupazione altissimo e allora quei geniacci, nostri amici, della Conferenza Episcopale Spagnola  ti tirano fuori il coniglio dal cilindro: Ti prometto una vita appassionante, diventa prete! La Chiesa con un pragmatismo unico ci risolve il dramma della disoccupazione e ci dà modo di diventare pastori di anime. Alla faccia di Merkozy, della BCE e del FMI e le loro formule economiche e alla faccia pure di Monti il quale afferma pure che il posto fisso è noioso. Dopo aver visto lo spot della Conferenza Episcopale Spagnola mi viene da dire caro professore il posto fisso è noioso? Dipende... In conclusione con questo spot io c'entro e dico che è una buona occasione, pensateci anche voi...

Il link dello spot della Conferenza Episcopale Spagnola:


(eng.) You place the ad in the Spanish media that is depopulating. In moments of global crisis, and in the Iberian Peninsula bites especially with a high unemployment rate, and then those geniacci, our friends, the Spanish Episcopal Conference will pull the rabbit out the hat: I promise an exciting life, becomes a priest! The Church with a single pragmatism we solve the tragedy of unemployment and gives us a way to become pastors of souls. In the face of Merkozy, ECB and IMF and their economic formulas and go ahead of the Professor Monti which also states that the permanent job is boring. After seeing the spot of the Spanish Episcopal Conference is to say I loved the place fixed professor is boring? It depends ... Finally I got to do with this spot and I say that is a good time, think about you too ...

The link of the spot of the Spanish Episcopal Conference:
http://video.corriere.it/vuoi-posto-fisso-fatti-prete/6b16824c-7412-11e1-970a-fabda8494773

(esp.) Usted coloca el anuncio en los medios de comunicación españoles que se está despoblando. En momentos de crisis mundial, y en la Península Ibérica se muerde sobre todo con una alta tasa de desempleo, y luego los geniacci, nuestros amigos, la Conferencia Episcopal Española se sacar el conejo del sombrero: Te prometo una vida emocionante, se convierte en un sacerdote! La Iglesia, con un pragmatismo individual que resolver el drama del desempleo y nos da una manera de convertirse en pastores de almas. En el rostro de Merkozy, el BCE y el FMI y sus recetas económicas e ir delante profesor Monti, que también señala que el empleo permanente es aburrido. Después de ver el lugar de la Conferencia Episcopal Española, es decir que me encantó el profesor lugar fijo es aburrido? Depende ... Finalmente tuve que ver con este lugar y yo digo que es un buen momento, pienso en ti también ...

El enlace de la mancha de la Conferencia Episcopal Española:
http://video.corriere.it/vuoi-posto-fisso-fatti-prete/6b16824c-7412-11e1-970a-fabda8494773