martedì 1 marzo 2011
Studio di base sul Supernegro
Che cosa è il Supernegro? E' doveroso precisare che qui in questo post lo farò in modo limitato e essendo uno studio di base che deve servire come spunto e dovrà essere opportunamente esteso e approfondito.
Il Supernegro è un individuo con determinate caratteristiche fisiche ed estetiche, preminente e la pigmentazione molto scura della pelle, per cui si preferisce un individuo appartenente all'etnia dell'Africa Subshariana. Per quanto riguarda le caratterestiche fisiche il Supernegro deve avere un'altezza uguale o superiore ai 188 centimetri (useremo per comodità il Sistema internazionale di unità misura metrico decimale) ed un peso minimo di 85 kilogrammi riferito ad un'altezza di 188 centimetri, in poche parole deve avere un rapporto altezza peso uguale o inferiore a 2,21 (centimetri/kilogrammi). Esteticamente il Supernegro deve possedere una fascia muscolare vistosa, pronunciata in special modo nei muscoli quadricipiti, bicipiti, deltoidi, grande pettorale, trapezio e gastrocnemio, sono preferibili, ma non indispensabili, i tibiali anteriori sviluppati. Inoltre deve possedere uno sguardo fiero e leggermente corrucciato.
Un ottimo esempio di Supernegro:

Il Supernegro è un individuo con determinate caratteristiche fisiche ed estetiche, preminente e la pigmentazione molto scura della pelle, per cui si preferisce un individuo appartenente all'etnia dell'Africa Subshariana. Per quanto riguarda le caratterestiche fisiche il Supernegro deve avere un'altezza uguale o superiore ai 188 centimetri (useremo per comodità il Sistema internazionale di unità misura metrico decimale) ed un peso minimo di 85 kilogrammi riferito ad un'altezza di 188 centimetri, in poche parole deve avere un rapporto altezza peso uguale o inferiore a 2,21 (centimetri/kilogrammi). Esteticamente il Supernegro deve possedere una fascia muscolare vistosa, pronunciata in special modo nei muscoli quadricipiti, bicipiti, deltoidi, grande pettorale, trapezio e gastrocnemio, sono preferibili, ma non indispensabili, i tibiali anteriori sviluppati. Inoltre deve possedere uno sguardo fiero e leggermente corrucciato.
Un ottimo esempio di Supernegro:

Nella foto Daniel Olusola Shittu meglio consociuto come Danny Shittu, questo atleta nigeriano, difensore centrale in forza al QPR, è da considerarsi un ottimo esempio di Supernegro, da notare il bicipite, il grande pettorale e lo sguardo fiero. Danny è alto 191 centimetri per un peso di 95 kg.
Sono graditi vostri contributi allo studio del Supernegro; ripeto ancora il mio è solo un abbozzo, una sorta di canovaccio, per iniziare a dettagliare più analiticamente le varie caratteristiche fisiche, intellettive ed estetiche del Supernegro.
Il Santo del Giorno
Beata Giovanna Maria Bonomo
Badessa dell' Ordine di S. Benedetto
Badessa dell' Ordine di S. Benedetto

Giovanna, al secolo Maria, Bonomo nacque ad Asiago (VI) il 15 agosto 1606, da Giovanni, ricco mercante, la cui famiglia aveva possedimenti non solo ad Asiago ma anche nei paesi vicini, e da Virginia della nobile famiglia dei Ceschi di Borgo Valsugana.
Aveva appena dieci mesi quando, si racconta, ricevette improvvisamente dal Cielo l'uso della parola per distogliere suo padre da una cattiva azione. A cinque anni aveva già penetrato, per ispirazione divina, il mistero della presenza eucaristica. Ancora bambina imparò benissimo il latino senza l'aiuto di professori o di ripetitori.
Maria aveva appena sei anni quando la madre morì, nel 1612, e nel 1615 il padre, non potendo attendere degnamente alla sua educazione, la condusse a Trento nel monastero di Santa Chiara, guidato dalle Clarisse che provvidero a impartirle un'educazione secondo i costumi dell'epoca, basata su religione, letteratura, musica, lavori di ricamo e danze.
A soli nove anni, cioè a un'età eccezionale per quei tempi, venne ammessa alla prima Comunione. In quell’occasione, Maria pronunziò un voto di verginità al quale si mantenne fedele per tutto il resto della sua vita.
A dodici anni scrisse al padre la sua intenzione di farsi monaca Clarissa e di rimanere a Trento. Giovanni Bonomo dapprima ostacolò in ogni modo la vocazione della figlia, facendola rientrare ad Asiago per avviarla alla vita matrimoniale, ma alla fine acconsentì al desiderio della figlia riservandosi tuttavia di scegliere personalmente l'ordine ed il monastero.
Nella chiesa di Santa Chiara a Trento fu novizia e la domenica accompagnava la messa col suono del violino, attirando nelle chiesetta, fuori le mura, numerose persone.
Finalmente, a quindici anni, il 21 giugno 1621, Maria entrò nel monastero benedettino di San Girolamo a Bassano. Le fu imposto il nome di Giovanna Maria e l'8 settembre 1622 fece la professione dei voti di povertà, castità e obbedienza.
Cominciò allora il cammino verso la perfezione seguendo le tre vie tradizionali: purificativa, illuminativa e sensitiva. La sua vita era costellata da visioni celesti e per circa sette anni ebbe “molte grazie” e poté godere di gioie celestiali, soprattutto nelle sue frequenti esperienze mistiche, che diventavano più intense quando riceveva la Comunione.
Il privilegio di giungere al culmine dell'esperienza divina, al dialogo con il Salvatore, comportò anche la prova di grandi tribolazioni nel corpo e nello spirito.
A vent’anni, durante una delle solite estasi, Gesù le pose al dito l'anello dello sposalizio mistico, da allora per alcuni anni, dal pomeriggio del giovedì fino alla sera del venerdì o la mattina del sabato, riviveva in estasi tutti i momenti e tutti i dolori della Passione di Cristo. Ricevette anche le stigmate!
Questi fenomeni da un lato la riempivano di gioia, ma dall'altro l'angustiavano, perché la facevano apparire agli occhi degli altri “ciò che non è” come diceva lei stessa. Pregò intensamente finché le fu concessa la grazia che scomparissero le stigmate e che le estasi accadessero soltanto di notte, permettendole così di condurre una vita normale nel monastero. Ebbe anche il dono della bilocazione.
La fama di santità che si diffondeva, le suscitò la contrarietà di alcune consorelle, del confessore e della Curia di Vicenza che per sette anni le proibì di recarsi in parlatorio e di scrivere lettere. Perfino il confessore la considerava “pazza” e arrivò al punto di proibirle la Comunione finché un giorno la Sacra Particola le fu portata da un Angelo. In quel periodo fu anche colpita da malattie fisiche: febbri periodiche e poi continue, sciatica, ecc.
La situazione cambiò nell'ultimo ventennio della sua vita. Le fu permesso di riprendere la corrispondenza e fu anche eletta badessa nel giugno del 1652.
Il 1° agosto 1655 fu eletta priora fino al 1664, quando fu eletta nuovamente badessa. Insegnò alle monache che la santità non consiste nel fare cose grandi, ma nel compiere perfettamente le cose semplici e comuni.
Molti, anche nobili, ricorsero a lei per consigli e molti bisognosi godevano della sua grande carità, virtù che, insieme all'umiltà e all'eroica pazienza, furono le caratteristiche della sua vita.
Giovanna Maria, colma di meriti ma anche carica di dolori, si spense a Bassano il 1° marzo 1670. Le spoglie mortali riposano tuttora in un’urna marmorea nello stesso monastero che aveva conosciuto le sue virtù.
Il centro della spiritualità di Giovanna Maria Bonomo, iniziata alla scuola francescana e portata a compimento in quella benedettina, ma con influssi carmelitani e ignaziani, è imperniata sulla figura del Cristo, lo Sposo mistico, contemplato nelle fasi più salienti della sua vita terrena, come si può anche ricavare dai suoi scritti, tra cui primeggiano "Meditazioni sulla passione di nostro Signore Gesù Cristo" e le numerose lettere rimaste.
Molte guarigioni prodigiose furono attribuite alla sua intercessione tanto che nel 1699 fu introdotto il processo di beatificazione che si concluse il 9 giugno 1783 quando fu solennemente beatificata da Pp Pio VI (Giovanni Angelo Braschi, 1775-1799) con grande gioia della popolazione di tutto il Veneto e in particolare di Bassano ed Asiago che l'acclamarono patrona.
L'ultimo prodigio si verificò nella sua patria natale durante la prima guerra mondiale, quando, nonostante i furiosi bombardamenti che distrussero tutta Asiago, la statua, a lei dedicata nel 1908 davanti alla sua casa natale, rimase inspiegabilmente intatta.
Significato del nome Giovanna : "il Signore è benefico, dono del Signore" (ebraico).
lunedì 28 febbraio 2011
I Cristiano Riformisti


Pensavate che lasciavo cadere così la notizia del 2° Congresso dei Cristiano Riformisti? La risposta è una sola e categorica: no!
Io, come ben sapete, sono sensibile ai valori cattolici e soprattutto al loro inserimento all'interno dell'agone politico, per cui mi sono recato al Congresso dei Cristiani Riformisti; sono rimasto illuminato dalle parole del Presidente Antonio Mazzocchi il quale ha parlato del ruolo dei cristiani nel nostro paese e nel mondo e della centralità della persona nell'agire politico, un ottimo discorso interrotto da tanti applausi e poi è venuto il momento tanto atteso dell'intervento del Presidente del Consiglio che vi riporto in "pillole":
Omosessuali – non usa mezzi termini il presidente del Consiglio per affrontare la tematica delle coppie dello stesso sesso “finché governeremo noi, non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, cosi come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali”.
Pericolo comunista – Berlusconi, nel suo intervento al Congresso, ha anche parlato del pericolo comunista che c’è nel nostro Paese “la storia del comunismo con oltre 100 milioni di morti alle nostre spalle non è ancora alle nostre spalle – ha detto il Presidente del Consiglio che ha continuato – (…) si sono trasformati in laburisti in Gran Bretagna, in socialdemocratici in Germania mentre quelli di casa nostra erano e sono tuttora comunisti. Ed è per questo che sono in campo”.
Sostegno alle famiglie – “Noi sosteniamo la famiglia – ha detto Berlusconi - davvero non come la sinistra che vuole andarla a rapinare con una bella patrimoniale. Ma fino a quando siamo noi al governo non ci sarà mai una patrimoniale”.
Scuola pubblica – anche per la scuola il Presidente non ha risparmiato una sua analisi: “gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie”.
Bunga bunga – il Bunga bunga? “Non è quello che viene descritto. Andiamo a scherzare, a ridere, a fare quattro salti, a bere qualcosa, ma sempre con grande eleganza e senso di rispetto per tutti, nell'ambito di una casa dove non possono che succedere cose moralmente a posto”.
Infine il Presidente del Consiglio ha lanciato un messaggio a chi cerca la sua “caduta” “l'Italia non ha bisogno di instabilità e tensioni ma di un processo riformatore fino alla fine della legislatura. Un processo che noi porteremo avanti in coerenza con il mandato elettorale, perché abbiamo una maggioranza forte nei numeri, che ha il diritto e il dovere di realizzare le riforme”
Pericolo comunista – Berlusconi, nel suo intervento al Congresso, ha anche parlato del pericolo comunista che c’è nel nostro Paese “la storia del comunismo con oltre 100 milioni di morti alle nostre spalle non è ancora alle nostre spalle – ha detto il Presidente del Consiglio che ha continuato – (…) si sono trasformati in laburisti in Gran Bretagna, in socialdemocratici in Germania mentre quelli di casa nostra erano e sono tuttora comunisti. Ed è per questo che sono in campo”.
Sostegno alle famiglie – “Noi sosteniamo la famiglia – ha detto Berlusconi - davvero non come la sinistra che vuole andarla a rapinare con una bella patrimoniale. Ma fino a quando siamo noi al governo non ci sarà mai una patrimoniale”.
Scuola pubblica – anche per la scuola il Presidente non ha risparmiato una sua analisi: “gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie”.
Bunga bunga – il Bunga bunga? “Non è quello che viene descritto. Andiamo a scherzare, a ridere, a fare quattro salti, a bere qualcosa, ma sempre con grande eleganza e senso di rispetto per tutti, nell'ambito di una casa dove non possono che succedere cose moralmente a posto”.
Infine il Presidente del Consiglio ha lanciato un messaggio a chi cerca la sua “caduta” “l'Italia non ha bisogno di instabilità e tensioni ma di un processo riformatore fino alla fine della legislatura. Un processo che noi porteremo avanti in coerenza con il mandato elettorale, perché abbiamo una maggioranza forte nei numeri, che ha il diritto e il dovere di realizzare le riforme”
A proposito di donne arzille: Annarella
Iscriviti a:
Post (Atom)
